SALA TERRA DI SIENA BRUCIATA
incontri a TEATRO
dell'Associazione Culturale Quintiliano

martedì 23 luglio 2013

Giovedì 25.07.13 ore 21 c/o Parco Rignon (TO)

Quintiliano segnala per chi è in città

MACBETTO

Rivisitazione in chiave comico-grottesca 
del noto dramma scozzese composto da 
William Shakespeare

Macbetto mira a diventare la più potente carta del mazzo. Le tre sorelle magiche vi accompagneranno nel castello di Macbetto, ove potrete essere testimoni di eventi al limite dell'inverosimile. Passaggi tragici si alterneranno a momenti umoristici, inaspettati in tale contesto.

INGRESSO GRATUITO

INFO - PRENOTAZIONI: 3406893483 - officina_04@libero.it - www.officina04.net

sabato 19 gennaio 2013

Sabato 18.01.13 ore 20.30

Torna a Torino per il 3 anno consecutivo "Il Calapranzi" di H. Pinter, il capolavoro noir che ha tenuto inchiodati alle poltrone tutti gli spettatori con Alessandro Marasso e Matteo Anselmi!

SINOSSI
Due Killer professionisti attendono istruzioni da un misterioso capo, che sembra comunicare con loro tramite un calapranzi, dal quale vengono fatti scendere oggetti e messaggi. Non conoscono la loro vittima, sanno solo che prima o poi entrerà dalla porta dello scantinato dove sono
chiusi e loro dovranno ucciderla. L'attesa è snervante ed i due riempiono il loro tempo parlando di cose futili, in un crescente stato ansioso che li porta allo scontro verbale perché uno dei due comincia a porsi troppe domande sul loro lavoro.
Venerdì 18 gennaio 2013
Teatro San Giuseppe, via Andrea Doria 18 Torino

P.Unico: 15 euro, ridotto under21: 10 euro

INFO E PRENOTAZIONI: info@bearentertainment.it oppure 3496673429

Segnalazione di Riccardo Lajolo

sabato 13 ottobre 2012

Sabato 13.10.12 ore 20.45

nella foto: gli studenti del Liceo Giusti, del D'Azeglio, del Centro Studi Omnibus che hanno partecipato alla serata col Prof. Coppola.

MENECMI 

di 
PLAUTO
al Teatro Erba, Corso Moncalieri, 241, 10133 Torino

per il XIV Festival di Cultura Classica

Compagnia Torino Spettacoli

Mario Acampa     Stefano Fiorillo     Alberto Barbi
Silvia Barbero    Eugenio Gradabosco    Elena Soffiato
Andrea Puglisi    Alessandro Zacchello

La commedia dei gemelli (Menecmi)

di Gian Mesturino e Girolamo Angione
da I Menecmi di Tito Maccio Plauto
musiche a cura di Kachupa - movimenti coreografici Gianni Mancini
regia Girolamo Angione

Girolamo Angione e Gian Mesturino, che in questi anni hanno lavorato all’unisono per proporre i grandi classici della comicità al pubblico di oggi, collezionando successi quali Il soldato fanfarone, l’Asino d’oro e il De Bello Gallico, si cimentano con La commedia dei gemelli, una rilettura dei Menecmi di Plauto, commedia che ispirò celebri imitazioni come la Comedy of Errors di Shakespeare e I due gemelli veneziani di Goldoni. “Se non fosse stato per Plauto, il teatro romano non sa­rebbe nemmeno nato. Sarebbe rimasto un’imitazione di quello greco e noi non vi troveremmo quello specchio di una società che invece ci ha fornito (Indro Montanelli)”. Attorno all’omonimia e alla straordinaria somiglianza tra due fratelli Plauto costruisce il prototipo della commedia degli equivoci e scatena un susseguirsi di situazioni confusionali, comiche per necessità. I protagonisti, sono due gemelli; ovvero lo stesso attore che si dimena a destra e a manca, nell’alternarsi serrato dell’interpretazione dei due gemelli che sembrano rincorrersi sulla scena senza afferrarsi mai. Una moglie gelosa e asfissiante, un’amante da accontentare, un tradimento da occultare, un pranzo, una veste, un bracciale, un suocero, i due immancabili servi, mercanti e orafi, i continui scambi di persona, i fraintendimenti… sono gli ingredienti di uno spettacolo che punta a valorizzare la sequenza dei colpi di scena esilaranti e spassosi, ridando vita a quel genere di comicità naturale che fa leva sul gioco degli equivoci, sui paradossi, sugli equivoci sulla confusione, sull’esasperazione delle passioni; e che sa strappare il riso facendo ricorso alle battute salaci unite ad una travolgente caratterizzazione dei personaggi. Che la commedia degli equivoci abbia inizio!
 
appuntamento proposto da

sabato 21 aprile 2012

Oscar Wilde a teatro

Sabato 21 aprile 2012 ore 21, Teatro Gobetti, Torino.
Venerdì 27 aprile 2012 ore 21, Teatro Cuore, via Nizza Torino



IL RITRATTO DI DORIAN GRAY
La vita di Wilde dipinge il suo romanzo

PRIMA ASSOLUTA NAZIONALE


Biglietti: intero 15 euro, ridotto 10 euro.

giovedì 13 ottobre 2011

Domenica 16.10.11 0re 15.40




TEATRO ERBA
c. Moncalieri 241
tel. 011.6615447

COMPAGNIA TORINO SPETTACOLI
IL SOLDATO FANFARONE
da Tito Maccio Plauto - nuova edizione di Gian Mesturino e Girolamo Angione
musiche Bruno Coli - maestro di canto Paolo Zaltron - coreografia Ekaterina Savina - regia Girolamo Angione
con Mario Acampa, Silvia Barbero, Eugenio Gradabosco, Matteo Anselmi,
Giuseppe Raimondo, Denise Consiglio, Elena Soffiato

Tutto in Plauto è moderno: la comicità di situazione, l'invenzione linguistica, il contributo della musica, la modernissima lezione della contaminatio: mettere in scena Plauto vuol dire tornare alle radici della comicità e, nello stesso tempo, metterne a frutto gli esiti più attuali. In questa prospettiva, abbiamo scelto di collocare la vicenda nella città in costruzione d'una provincia romana appena colonizzata: Augusta Bagennorum o ancora Augusta Taurinorum e poi chissà...
I Romani sono appena arrivati ma la fanno da padroni e sulla scena, a colpo d'occhio, marmi e capitelli si sovrappongono a steccati e pollai di matrice contadina in una divertente contaminazione di stili di vita e di cultura. Il Miles, campione di tracotanza "romanesca", non lega affatto col carattere dei locali che, dunque, sono ben lieti di collaborare alla buona riuscita della beffa che un simpatico servo ordisce ai suoi danni. In questo crogiolo di genti e di esperienze, tra soldati veneti e romani, servi napoletani e contadini piemontesi, le sfumature dialettali giocano un ruolo di spassosa comicità.
Il prof. Coppola ha assistito sabato 16 ottobre dell'anno scorso allo stesso spettacolo e, ricordando il lontano tempo in cui studiò il MILES GLORIOSUS al liceo, l'ha trovato - in questa sagace versione attualizzata e pungente - divertente e godibile.

appuntamento proposto da

domenica 10 aprile 2011

Sabato 09.04.11 ore 20.45

Appuntamento anche per il Quintiliano al Teatro Gobetti di Torino dove ha debuttato in prima nazionale OPERETTE MORALI di Giacomo Leopardi, in replica al Gobetti fino al 10 aprile. Mario Martone si avvale della collaborazione di Mimmo Paladino per le scene, di Ursula Patzak per i costumi, di Pasquale Mari per le luci e di Hubert Westkemper per i suoni. Dramaturg Ippolita di Majo, aiuto regia Paola Rota, scenografo collaboratore Nicolas Bovey.
Lo spettacolo – prodotto dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino – è interpretato da (in ordine alfabetico) Renato Carpentieri, Marco Cavicchioli, Roberto De Francesco, Maurizio Donadoni, Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Franca Penone, Barbara Valmorin.
Nella serata di ieri, sabato 19 marzo alle ore 19, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della Sua visita a Torino per l’avvio delle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia ha assistito ad un’anteprima dello spettacolo.
Le Operette morali sono una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, dialoghi e novelle, che Giacomo Leopardi scrive tra il 1824 ed il 1832. In essi troviamo l’anima più profonda dell’autore: il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la Natura; il raffronto tra i valori del passato e la situazione statica e decaduta del presente; la potenza delle illusioni e della gloria. I temi affrontati sono fondamentali, primari: la ricerca della felicità e il peso dell’infelicità, la natura matrigna, la vita che è dolore, noia. In questo panorama di atmosfere astratte e glaciali la ragione si distingue come unico strumento per sfuggire alla disperazione.
Le Operette rappresentano una perfetta orchestrazione di toni sulla vita e sulla morte: nella visione leopardiana, l’uomo si muove all’interno di una natura cieca, dalla quale non può ottenere nulla. Sprezzante verso l’idea di progresso, scientifico e spirituale, il poeta irride le conquiste dell’umanità come pure finzioni, chimere di un progresso senza costrutto. Cosa rimane dunque all’uomo?
Teatro Gobetti di Torino, dal 22 marzo al 10 aprile 2011 – prima nazionale
Teatro Argentina di Roma, dal 3 al 15 maggio 2011
OPERETTE MORALI
di Giacomo Leopardi
adattamento e regia Mario Martone
scene Mimmo Paladino
costumi Ursula Patzak
luci Pasquale Mari
suoni Hubert Westkemper
dramaturg Ippolita di Majo
aiuto regia Paola Rota
scenografo collaboratore Nicolas Bovey
con (in ordine alfabetico):
Renato Carpentieri, Marco Cavicchioli, Roberto De Francesco, Maurizio Donadoni, Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Franca Penone, Barbara Valmorin

APPUNTAMENTO PROPOSTO DA

sabato 12 marzo 2011

Sabati 16,30.10.10 ore 21

12° Festival di cultura classica 






Il Soldato Fanfarone
Piero Nuti - Le Troiane






Teatro Erba -sabato 16 ottobre ore 21

COMPAGNIA TORINO SPETTACOLI
IL SOLDATO FANFARONE
da Tito Maccio Plauto - nuova edizione di Gian Mesturino e Girolamo Angione
musiche Bruno Coli - maestro di canto Paolo Zaltron - coreografia Ekaterina Savina - regia Girolamo Angione
con Mario Acampa, Silvia Barbero, Eugenio Gradabosco, Matteo Anselmi,
Giuseppe Raimondo, Denise Consiglio, Elena Soffiato

Tutto in Plauto è moderno: la comicità di situazione, l'invenzione linguistica, il contributo della musica, la modernissima lezione della contaminatio: mettere in scena Plauto vuol dire tornare alle radici della comicità e, nello stesso tempo, metterne a frutto gli esiti più attuali. In questa prospettiva, abbiamo scelto di collocare la vicenda nella città in costruzione d'una provincia romana appena colonizzata: Augusta Bagennorum o ancora Augusta Taurinorum e poi chissà...
I Romani sono appena arrivati ma la fanno da padroni e sulla scena, a colpo d'occhio, marmi e capitelli si sovrappongono a steccati e pollai di matrice contadina in una divertente contaminazione di stili di vita e di cultura. Il Miles, campione di tracotanza "romanesca", non lega affatto col carattere dei locali che, dunque, sono ben lieti di collaborare alla buona riuscita della beffa che un simpatico servo ordisce ai suoi danni. In questo crogiolo di genti e di esperienze, tra soldati veneti e romani, servi napoletani e contadini piemontesi, le sfumature dialettali giocano un ruolo di spassosa comicità.
Il prof. Coppola ha assistito sabato 16 ottobre allo spettacolo e, ricordando il lontano tempo in cui studiò il MILES GLORIOSUS al liceo, l'ha trovato - in questa sagace versione attualizzata e pungente - divertente e godibile.





Teatro Erba -
sabato 30 ottobre ore 21

ADRIANA INNOCENTI PIERO NUTI
LE TROIANE
di Euripide - regia Adriana Innocenti
con Barbara Cinquatti, Stefano Fiorillo, Alice Baronio, Chiara Bosco, Giulia Brenna, Francesca Cassottana, Lucrezia Chionna, Marta Di Giulio, Roberta Indiogia, Giulia Marinsec

Troia è distrutta, rasa al suolo: in questo lager le superstiti vittime di tale distruzione sono in attesa di essere assegnate come bottino di guerra ai vincitori. Dove Euripide? Dove la realtà di ieri, di oggi, di sempre? Il grido della disperazione, la domanda continua del perché delle guerre si traduce nel grido doloroso di Adriana Innocenti che interpreta Ecuba proiettandovi il dolore furioso e viscerale di tutte le "madri-terra", di tutte le donne, le spose, le figlie del mondo che subiscono il gioco viscido e perverso, o semplicemente stupido dei potenti. C'è un passaggio del coro che ha offerto alla regista la chiave di lettura più pertinente per l'interpretazione di tutto lo spettacolo: "Tutto fu inutile, ma se gli Dei ci avessero travolto rovesciando nell'abisso della terra le cose che stanno alla luce, saremmo scomparse senza fama e gli uomini che verranno non ricorderebbero il nostro dolore nei canti delle Muse". Emerge forte non solo la modernità, ma la dimensione eterna ed universale di questa tragedia alla quale gli ateniesi assistettero alla vigilia della spedizione in Sicilia e alla quale noi assistiamo come monito di rifiuto degli errori a cui porta la sete di dominio e come lamento funebre non solo sulla sorte dei vinti ma anche dei vincitori.
AGGIORNAMENTO DEL 30.10.10:
Grande partecipazione fra il pubblico del Comitato Alfieri del Quintiliano capitanato da Simone Frasson: complessivamente una decina di partecipanti.

EVENTO PROPOSTO DA